1°Maggio: Festa di lotta per il lavoro?!
Per il 1° Maggio, assieme ad Assemblea 29 giugno, abbiamo deciso di essere presenti alle iniziative di Seravezza e Stiava, come negli anni passati. Per nostra sollecitazione, la sera prima, ci è stata data la possibilità di prendere la parola per spiegare succintamente le iniziative e l’iter processuale della strage di Viareggio.
A Seravezza ha parlato per alcuni minuti Claudio, a Stiava avrei dovuto parlare io. Ho chiesto se poteva salire sul palco anche Riccardo per spiegare la sua situazione rispetto al licenziamento in quanto conseguenza della mobilitazione per la verità, la giustizia, la sicurezza: era il giorno di Riccardo, come di tutti quei lavoratori che subiscono questi ricatti!
Questa richiesta ci è stata negata dai rappresentanti sindacali promotori del 1° Maggio con una motivazione a dir poco insolita e ridicola: “l’intervento di Riccardo avrebbe diviso la piazza …”.
Intervenire tre minuti per dire che: – l’art. 18 è una tutela che dobbiamo assolutamente difendere, – l’udienza del suo licenziamento si terrà al Tribunale del lavoro di Lucca il 5 luglio prossimo, – sono in programma prossimi appuntamenti fino al 29 giugno 2012 (manifestazione-fiaccolata in occasione del 3° anniversario della strage), – i familiari di altre immani tragedie hanno dato vita al Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per sviluppare e rafforzare la solidarietà e l’unità affinché simili stragi non siano dimenticate, non rimangano impunite e non abbiano a ripetersi.
Queste considerazioni e informazioni avrebbero spaccato la piazza?! Ma vogliamo scherzare?
In piazza non abbiamo fatto alcuna polemica. Pensiamo, però, giusto informare di questo fatto che giudichiamo molto grave e vergognoso, auspicando che non si ripeta.
Consideriamo questa censura una grave caduta di stile, offensiva nei confronti di noi familiari che sosteniamo la reintegrazione di Riccardo, oltre che nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrice che i sindacati dovrebbero rappresentare e rispettare.
Viareggio, 1° maggio 2012
Daniela Rombi
Presidente dell’Associazione
“Il mondo che vorrei” – onlus
PROSSIMI APPUNTAMENTI:
Il 5-6 aprile saremo a L’Aquila per essere presenti alla manifestazione-fiaccolata del 3° anniversario del terremoto e per proseguire nell’attività e nell’organizzazione del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni. Partenza da Viareggio giovedì 5 con pullman da 24 posti alle ore 14.30 (appuntamento nel parcheggio Pam alle ore 14.20). Rientro la sera di venerdì 6 aprile. Sono disponibili alcuni posti. Per informazioni: cell: 333 6295227.
Martedì 10 aprile saremo a Livorno per il 21° anniversario del Moby Prince. Ore 15.30 al Teatro 4 Mori presentazione del docu-film “Ventanni”. Ore 17: partenza del corteo dal Teatro al porto (deposizione fiori, lettura nomi delle 140 vittime). Per Viareggio il ritrovo è alle ore 14.00 al parcheggio Pam.
Moretti a Firenze – presidio dei familiari e dell’assemblea29giugno
Venerdì 30 marzo, una delegazione di Viareggio (oltre 30 tra familiari e cittadini) ha partecipato al presidio contro la presenza di Moretti ad uno stage in qualità di insegnante di economia-politica assieme a cittadini di Firenze che si battono da anni contro il devastante sotto-attraversamento della città.
Una prima considerazione: il cavaliere Moretti (che ricorda molto altro cavaliere, al momento, disarcionato) viene continuamente invitato per congressi, inaugurazioni, lezioni (si fa per dire …), ecc. Gli ‘invitanti’ dovrebbero vergognarsi ad invitare un simile personaggio, in particolare per la politica devastante nel trasporto ferroviario, all’ambiente, alla collettività. Le vittime di Viareggio e i lavoratori caduti sui binari, 33 negli ultimi 4 anni, gridano Giustizia, Verità e Sicurezza! Ma questi invitanti conoscono la realtà e sanno che il soggetto, ad oggi, è indagato per la strage di Viareggio!? Così facendo screditano pure le loro stesse iniziative.
Una seconda: il neo-cavaliere, come altre volte, deve giungere sul posto attraverso percorsi alternativi, alla chetichella e travisato per il forte timore di essere intercettato dai volti delle vittime di Viareggio e dei loro familiari. Sempre scortato e guardato a vista da nutrite schiere di poliziotti, carabinieri, digos, blindati … Bel coraggio e bel modo di porgere le proprie scuse.
La terza: a proposito di “scuse”. Ovviamente la sua politica accompagnata dal suo comportamento e dalle sue esternazioni (da vero picconatore, anche rispetto ai sentimenti e al dolore) rappresentano un disastro. Ma il suo modo di fare è sicuramente un aggravante di tutta la tragica vicenda. Nelle commissioni parlamentari vi sono presidenti e rappresentanti (del popolo?) che nelle audizioni tenute dal 29 giugno 2009 con l’ing. Moretti hanno mostrato sudditanza con inchini al suddetto. Per non parlare di altri personaggi istituzionali e presidenti vari …
E’ ridicolo che ogni volta dichiari le proprie scuse per quanto avvenuto a Viareggio.
Se il pluri-presidente Moretti intende, seriamente e responsabilmente, porgere sincere scuse deve: – immediatamente ritirare i provvedimenti di licenziamento e di sospensione contro i ferrovieri impegnati concretamente e coerentemente per la sicurezza in ferrovie; -rassegnare le proprie dimissioni da Ad del Gruppo ferrovie dello Stato italiane; – affrontare senza scalpitii e colpi di mano, l’iter processuale che lo vede indagato affinché.
Queste sono le uniche e vere scuse e non quelle ipocrite che, da un pò di tempo, è solito proferire.