Appello sulla tragedia della nave da crociera “Costa”

Dott. Francesco Verusio

Procuratore Tribunale di Grosseto

Egregio procuratore,

Le rivolgiamo un accorato appello affinché la tragedia della Costa Concordia avvenuta all’Isola del Giglio non diventi un ulteriore tragico mistero irrisolto.

Troppe volte errori, negligenze, ritardi, omissioni della magistratura inquirente e giudicante hanno fatto sì che i colpevoli rimanessero impuniti.

Purtroppo, troppe volte è mancato il coraggio o la possibilità di inchiodare al banco degli imputati i veri responsabili di tragici eventi.

Noi familiari delle Vittime della tragedia del Moby prince e della strage di Viareggio del 29 giugno 2009 abbiamo fiducia in quelle istituzioni ed in quei magistrati che applicano con onestà le leggi, che sono incorruttibili, che non sono asserviti ad alcun potere.

Anche Lei con il suo lavoro può dare fiducia nella Giustizia ed è quello che noi ci auguriamo, come auspichiamo che in casi come questo non sia solo il comandante della nave a pagare, ma siano chiamati in causa chi lucra e risparmia sulla sicurezza e sulla salute dei passeggeri, oltre a commettere una grave aggressione all’ambiente, armatori e proprietari. Inoltre, deve cessare il gioco (navigare a poche decine di metri da coste e isole) contro il quale nessuno fino ad oggi è intervenuto.

Dietro ogni tragedia ci sono sempre precise responsabilità, niente avviene per caso o per fatalità. Occorre la volontà ed il coraggio di perseguirli.

Quello che i familiari delle vittime di queste stragi e che ogni cittadino pretende è che la Giustizia sia dalla parte delle Vittime e non dei responsabili e dei colpevoli.

Cordiali saluti

Loris Rispoli  per l’Associazione “140”

Daniela Rombi per Associazione “il Mondo che vorrei”

Riccardo Antonini per Assemblea 29 giugno

Strage di Viareggio – 29 giugno 2009 Consulente della Filt-Cgil licenziato e perito del Gip retribuito da Rfi !!!!!!!!! Il

Il 1° luglio ‘11, Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha diffidato Riccardo Antonini, ferroviere
di Viareggio, dal continuare a prestare la sua opera di consulente di familiari delle vittime
della strage di Viareggio. Nella lettera Rfi dichiara che essere dipendente delle ferrovie e
consulente dei familiari lo pone “in una situazione di evidente conflitto di interessi con la
Società”.
La diffida e la censura avvengono dopo 4 mesi dalla sua nomina a consulente! Infatti,
Riccardo dal 7 marzo ha preso parte a tutti gli appuntamenti dell’incidente probatorio.
Riccardo, membro dell’Assemblea 29 giugno, ha respinto l’assurdo diktat, partecipando
alle successive udienze in qualità di consulente di parte della Filt-Cgil di Lucca.
Prima (10 agosto) la sospensione di 10 giorni, poi (7 novembre) il licenziamento
per “essersi definitivamente compromesso il rapporto fiduciario” (!) Ma Riccardo non è il
solo! Un altro consulente (Rls) viene diffidato e costretto a recedere dall’incarico.
L’Ad del Gruppo ferrovie dello Stato italiane, l’Ad di Trenitalia, di Rfi, di Fs logistica, della
Divisione Cargo ed altri alti dirigenti Fs indagati per la strage di Viareggio (32 vittime, feriti
gravi e gravissimi ed una zona della città completamente distrutta) a cosa pensano?!
Ad intimidire un Rls consulente di parte e a licenziarne un altro: Riccardo Antonini, contro
il quale immettono la falsa e pretestuosa “precisazione”: “ha anche pronunciato offese nei
confronti del sig. Moretti …”.
Sono questi “lorsignori” che con le intimidazioni, i provvedimenti, le sanzioni e
inconsistenti mezzucci hanno offeso i familiari delle vittime della strage e la stessa città
di Viareggio, oltre ad essersi avvalsi, nell’incidente probatorio, della relazione peritale di
un perito del Gip (Giudice per le indagini preliminari), l’ing. Licciardello, retribuito dalla
Società Rfi indagata nella strage.
La risposta è stata forte ed immediata: richiesta del ritiro del licenziamento di Riccardo, in
quanto illegittimo, da parte del Consiglio provinciale di Lucca (all’unanimità), del Consiglio
comunale di Viareggio (all’unanimità), di Massarosa (all’unanimità), di Forte dei Marmi
(all’unanimità), di Seravezza (un astenuto); comunicati di solidarietà di Cgil, Orsa, Cisl,
Ugl, Rdb, Cobas, ecc.; sciopero generale di 4 ore della Cgil a Viareggio e nei Comuni della
Versilia, assemblee, cortei e manifestazioni, prese di posizione di forze politiche, sindacali
(Rsu ed Rsa) e culturali, di associazioni, gruppi, singoli e dell’Anpi della Versilia.
La mobilitazione non si fermerà, non si deve fermare: per la reintegrazione di Riccardo
al suo posto di lavoro e affinché la strage di Viareggio non sia: NE’ dimenticata, NE’
impunità!
Facciamo appello ad ognuno per il ruolo che svolge ad assumere parole forti e fatti
concreti per rafforzare la Solidarietà, l’Unità e la Lotta.
Roma, 12 gennaio 2012
Assemblea 29 giugno (assemblea29giugno@gmail.com)
Associazione “Il Mondo che vorrei” (familiari delle vittime)

LETTERA APERTA AL SINDACO DI VIAREGGIO 31/DICEMBRE/2011

Egregio Signor Sindaco,
il giorno 5 luglio 2011 in cui il nostro concittadino dell’Assemblea 29 Giugno RICCARDO ANTONINI, ferroviere e consulente tecnico di familiari della strage di Viareggio, ha ricevuto dalle ferrovie una lettera di a continuare questo incarico, minacciando lui e il suo collega FILIPPO CURARI di ulteriori provvedimenti, RICCARDO ne ha parlato in Assemblea davanti ad oltre 50 persone, compresi familiari dell’Associazione “Il MONDO CHE VORREI”.
Di fronte alle preoccupazioni ed agli inviti alla prudenza di alcuni di noi, RICCARDO, con voce ferma, con grande dignità politica, consapevole delle parole e delle conseguenze delle sue decisioni ha espresso la sua volontà con queste parole semplici ma piene di significato :
“COSA VOLETE CHE SIANO UNO O DUE LICENZIAMENTI NEI CONFRONTI DI 32 MORTI ?”.
RICCARDO ANTONINI è stato licenziato il 7 novembre. Lei si chiederà, perché Le raccontiamo questo episodio gelosamente custodito nel cuore e nella mente della nostra attività?
Dopo la sua decisione e quella della giunta di accettare, unilateralmente, un rapporto con le assicurazioni degli indagati della strage è palese il confronto di dignità tra Lei e chi, pur non avendo alcun familiare tra le vittime, non avendo alcun danno mobiliare o immobiliare, ha messo in gioco, nell’interesse dei familiari e della città di Viareggio, uno dei beni necessari alla propria vita: il posto di lavoro.
Lei, con la sua scelta, ha deciso di rappresentare solo i desiderata del suo partito e la sua carica politica, dimenticando che la sua carica non è quella datale dal suo partito ma è quella di rappresentare tutta la città ed in modo particolare, in questo caso, il dolore di questa città, nella tragedia più grande che Viareggio abbia mai vissuto dopo la guerra.
Lei non s’immagina quanto ha umiliato, per primi, i familiari delle vittime e contemporaneamente quelli che si battono per valori di “ALTA” politica quali la VERITA’,LA GIUSTIZIA E LA SICUREZZA.
E’ evidente a tutti il suo atteggiamento e le sue scelte di baratto, venale e morale, nei confronti dei suoi concittadini impegnati direttamente e di quelli solidali con i valori indicati di politica normale. Valori normali,
in un paese normale e civile, e che invece, purtroppo, si debbono definire valori di “POLITICA ALTA” per il livello di qualità infimo a cui i politici hanno ridotto la politica.
Abbiamo manifestato il nostro civile disappunto, fermi alla casa comune della nostra città, accompagnati dalle foto dei nostri cari, il giorno 10 dicembre con il presidio al Comune. Non abbiamo voluto partecipare
alla manifestazione dei partiti, di opposizione alla sua giunta, perché non è né nostro ruolo, né nostro compito trasformare il nostro dolore e la nostra dedizione politica in quella, seppur legittima, del dissenso politico dei partiti di questa città.
Lei si è lamentato più volte della presenza di bandiere di colore alle manifestazioni ma, Le chiediamo, dove erano le “SUE” bandiere in questi due anni mezzo? Dov’era il suo impegno, oltre quello per il quale non ne
poteva fare a meno? Troppo spesso ci siamo sentiti soli nel rapporto con le istituzioni e i poteri cosiddetti forti, confortati solo dal calore dei nostri concittadini quando li abbiamo invitati a starci vicino. E comunque
sappia che Lei è il Sindaco anche di quelle bandiere!
Si è chiesto del danno morale e giuridico, che procurerà questo suo comportamento?
Si è chiesto del tormento dei familiari, in bilico tra accettare le condizioni delle assicurazioni o costituirsi parte civile? Quale conforto ed esempio avranno nel sapersi abbandonati dal “primo cittadino” della propria
città che mostra più attenzioni al denaro che alle sue ferite nonostante sia un medico?
Si è chiesto delle attenuanti giuridiche che Lei ha regalato, in un piatto d’oro, ai difensori degli indagati con il suo gesto di baratto per una carica politica che è carica solo transitoria?
Si è chiesto quale ruolo si è scolpito, con questo suo gesto, nella memoria della gente e nella storia della sua città?
Ebbene, si consoli, questo buco nero, nella dignità di questo popolo generoso, da Lei voluto, nonostante quello che le ha detto, nel consiglio comunale del 28 novembre DANIELA ROMBI, fortunatamente è e sarà
riempito dagli alti esempi di RICCARDO e di quelli che, come lui, si battono per i valori di una vera società civile. Questo solo si ricorderà nella storia di Viareggio, altro passa e va. Mediti Signor Sindaco, mediti, per recuperare quel ruolo che tutti noi ci aspettiamo e ci aspetteremmo da chi, oggi,ci dovrebbe rappresentare.
Daniela Rombi per l’Associazione “Il Mondo che vorrei”- massimo mencarini per l’Assemblea 29 giugno